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giovedì 18 marzo 2010

Per iniziare, un pò di (inutili!) convenevoli.



Purtroppo, o per fortuna non so, il tarlo del blog si è insinuato a tal punto da indurmi a scoprire le insegne e dar vita ad uno spazio che si proponga di raccontare qualcosa di nuovo in tempi che possiamo ancora considerare non sospetti.
La babele di internet non avrà certo difficoltà a tollerare questa ulteriore impercettibile presenza e gli sproloqui che ne deriveranno: uno più uno meno, non fa poi tanta differenza.

Forse non lo è mai stato, ma adesso di sicuro non è più tempo di abbandonarsi ai sensi ed alle percezioni per venire a capo di una realtà sempre più caratterizzata da complicazioni ed incertezze; per questo motivo mi unirò a questo "bivacco" virtuale che sono i blog, con l'intento di spuntare dal vostro vocabolario le locuzioni desuete, sgretolare convinzioni da passaparola ed arginare le derive di eccessi da "cogito ergo sum".
Cecherò di fare chiarezza, di criticare la ragione comune con la ragione stessa, ma senza esagerazioni e soprattutto senza la presunzione di giungere a conclusioni incontrovertibili. Non sono così assoluto e presuntuoso, non sono Mourinho!
Proverò semplicemente a scomporre la complessità legata alla conoscenza specifica del macrosettore CASA, con la sua riproposizione in rappresentazioni elementari tattate singolarmente, in modo da poterle valutare meglio per poi trarre conclusioni il più possibile logiche e non sempre scontate.

Facciamo un esempio assurdo per iniziare in scioltezza. Se per necessità doveste acquistare una vacca da latte per provvedere al vostro sostentamento, acquistereste il bovino esteticamente più bello o quello che vi assicurerebbe la produzione maggiore? Quella che produce di più direste voi, logico, ma vi assicuro che al decimo bicchiere di latte e alla terza forma di formaggio comincereste già a pentirvi di non aver scelto la mucca col manto maculato che sì, produceva meno, ma poteva anche fornirvi una tappezzeria alla moda per la vostra poltrona da meditazione. Sarà un esempio stupido oltre che assurdo, ma serve ad anticipare una concetto di estrazione economica che spesso non viene tenuto in opportuna considerazione nei processi decisionali di una certa complessità: l'utilità marginale decrescente.
Per sapere che roba è, per capire meglio ciò che si desidera e a quale prezzo - inteso non solo in senso venale - e soprattutto cosa centra tutto questo con la valutazione di un immobile, non mi resta che dare appuntamento al prossimo capitolo.

P.S.: Nel frattempo Vi invito a fare pulizia di quei termini abusati e svuotati del proprio significato tipo "...di livello", "...di pregio", "...di qualità" e simili, perchè ricordate: il pieno soddisfacimento di un bisogno si contestualizza nell' analisi e non nella retorica.

A presto.

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